Da campione al botteghino a brand globale

“Never judge a book by its cover”, mai giudicare un libro dalla copertina, sostiene un vecchio proverbio inglese che potrebbe essere oggi facilmente adattato anche al mondo cinematografico “mai giudicare un film solo dai trailer”. 
Eppure, la scelta di cosa vedere è quasi esclusivamente determinata dal trailer e dagli attori del film.  Quello che potrebbe essere considerato “solo” un film potrebbe diventare un brand a tutti gli effetti, come è successo ad esempio a “Star Wars”. 

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Cosa c’è dietro al successo di un film? Sicuramente la storia, gli attori, la produzione e… il marketing, ovvero tutte quelle azioni che si celano dietro a un successo di un brand. Per un film, come per un brand, il punto di partenza è costituito dal “mondo ideale” e dai valori che il brand – o il film – rappresentano. Quanto più questi valori sono universali, tanto più quel film è in grado di aggiungere valore a diverse tipologie di beni e servizi, evocando associazioni che, proprio per la loro universalità, sono raramente fuori luogo.

I film, come i brand, fanno leva su emozioni profonde e tendono a sviluppare un pubblico composto, dai semplici spettatori ai veri e propri fan. Ed è questa fedeltà a spiegare il fenomeno di alcuni film come, ad esempio, l’epopea di “Guerre Stellari”, nata nel lontano 1977 e oggi un brand a tutti gli effetti. La saga ha raggiunto traguardi commerciali inimmaginati, creando valore economico per l’ideatore e produttore, George Lucas, per quasi 40 anni e per Walt Disney Company che nel 2012 ha investito la cifra considerevole di oltre 4 miliardi di dollari per acquistare la casa di produzione di Guerre Stellari e i relativi diritti sul merchandising.

Questo perché, fin dal primo film, Lucas aveva applicato un approccio di “sviluppo del prodotto” inteso in senso commerciale, creando un fenomeno di marketing di proporzioni ciclopiche, il più lungo nella storia cinematografica. L’uscita cadenzata dei film, la produzione di giochi, fumetti e cartoon, nonché le partnership/licensing – a partire da quella con Lego, Hasbro, Moleskine e Royal Mail, fino alla fortunata promozione dei Rollinz firmata Esselunga – hanno contribuito a fare di questa saga un brand. Una macchina che crea valore per gli stakeholders e il cui merchandising è stato stimato in oltre 28 miliardi di dollari.

Concludendo: ciò che permette lo sviluppo commerciale di un film è la sua trasformazione in un brand in grado di trascendere il contesto cinematografico.

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